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Storia di un brand: Louis Vuitton
La storia di questo brand inizia nel 1837, quando Louis Vuitton, allora sedicenne, si trasferisce a Parigi deciso ad iniziare la sua attività artigianale di valigiaio. Una scelta audace che si rivelerà vincente: quasi due secoli dopo le sue iniziali sono tra le più celebri al mondo e la tela Monogram è diventata il simbolo internazionale del lusso.
<meta itemprop="datePublished" content="2017-02-28T11:22:42+01:00">Fatto su misura per il successo
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Nasce nel 1987 l’impero LVMH grazie alla fusione tra Louis Vuitton e Moët Hennessy. Dieci anni dopo viene dato allo stilista americano Marc Jacobs l’incarico di sviluppare nuove linee di prêt-à-porter, calzature e accessori. Non curante dei codici estetici stabiliti dai grandi nomi dell’alta moda, Marc Jacobs sviluppa un prêt-à-porter di lusso molto moderno, inserendo nel brand il tipico pragmatismo della moda americana, dagli accenti pop e disinvolti. Le sue sfilate sono diventate magnifici spettacoli indimenticabili: tra le più memorabili quella fatta nel cortile del Louvre con un'imponente locomotiva piena di top model. Marc Jacobs decise in seguito di coinvolgere artisti contemporanei come Richard Prince, Stephen Sprouse e Takashi Murakami, per reinterpretare il mondo della pelletteria del brand. Questi artisti riuscirono ad integrare graffiti, colori e riferimenti pop al classico monogramma, trasformandolo così in un simbolo della cultura moderna.
Nicolas Ghesquière: una nuova era
Dopo 15 anni da Balenciaga, nel 2013 lo stilista francese Nicolas Ghesquière sostituì Marc Jacobs. La sua prima collezione fu un rinnovo radicale: spalleggiato dalla stylist Marie-Amélie Sauvé, lo stilista conferì alla silhouette di Louis Vuitton una direzione futurista. Gli bastarono poche stagioni per sviluppare un abbigliamento fatto di materiali ultra tecnici e dalle linee decise, trovando un equilibrio tra estrema sofisticatezza e vita quotidiana. Questo stile innovativo prese vita grazie a muse come Willow Smith o Lightning (eroina 3D del videogioco Final Fantasy) che non fecero altro che concretizzare la natura visionaria dello stilista. Nicolas Ghesquière non perse comunque di vista uno dei capisaldi del brand, che lo aveva ormai caratterizzato fin dalle sue origini: la pelletteria. Lo stilista individua nella collaborazione con diverse figure di spicco la chiave giusta per reinterpretare i grandi classici della pelletteria Vuitton, coinvolgendo così persone come l'artista Cindy Sherman, l’architetto Frank Gehry (autore della Fondation Louis Vuitton) o la stilista Rei Kawakubo.
La Maison dei best-seller
Niente rappresenta Louis Vuitton meglio del suo monogramma o del suo pattern Damie. Il brand fin da subito è riuscito a dimostrare il suo grande potenziale grazie ai suoi iconici bauli – oggi considerati veri e propri oggetti da collezione – e ha saputo concepire nel tempo modelli di borse adatti per ogni occasione. Tra i suoi modelli più rinomati le borse Neverfull, Speedy, Noe, Alma e Capucine si declinano di stagione in stagione in materiali e colori nuovi, affascinando tutte le generazioni. Nicolas Ghesquière ha aggiunto negli ultimi anni alla lista dei best-seller il celebre baule da viaggio reinventato nella sua versione mini sotto forma di borsa da giorno, riconfermando così la posizione del brand tra i colossi della moda.